Sappiamo quanto sia fastidioso il problema dei capelli grassi e dell’eccesso di sudorazione e il disagio che comporta avere i capelli che debbano essere lavati tutti i giorni o quasi. Sono due anomalie con caratteristiche ben distinte che troppo spesso tendono ad essere confuse o non correttamente identificate.

Riconoscere i capelli grassi è più semplice perché possiedono caratteristiche peculiari dovute proprio all’eccessiva produzione di sebo: il tipico aspetto unto e opaco, il capello che si sporca con estrema facilità e a volte si aggiunge la presenza di cattivo odore. Tutto questo è causato proprio dall’eccessiva produzione di sebo da parte della ghiandola sebacea che riversa il suo secreto (il sebo appunto) lungo il follicolo pilifero. In condizioni normali il sebo lubrifica e ammorbidisce il capello, costituendo una protezione naturale contro le aggressioni esterne, ma quando la produzione diviene eccessiva tende ad appesantirlo, si accumula nel cuoio capelluto e causa i classici problemi estetici che ben conosciamo. Spesso poi, in queste situazioni, la cute tende ad avere un cattivo odore, tipo “rancido”, dovuto alla presenza di batteri che si sviluppano e proliferano proprio in queste condizioni di scarsa ossigenazione.

Altro aspetto da non sottovalutare, oltre al problema estetico ed igienico, è che l’alterazione della quantità del sebo tende a sottrarre vitalità al capello.

La seconda anomalia di cui vogliamo parlarvi riguarda l’eccesso di sudorazione che non coinvolge solo i capelli, ma anche altri distretti del corpo. Il termine tecnico con cui si identifica è “iperidrosi”, riguarda le ghiandole sudoripare, quindi non ha nulla a che fare con l’eccesso di sebo che invece riguarda le ghiandole sebacee.

In genere il soggetto che soffre di iperidrosi ha cute e capelli sottili, apparentemente la chioma può sembrare pulita, ma alzando o spostando i capelli si notano i classici raggruppamenti a ciocche. Si è visto che le persone più emotive sono più soggette a questo tipo di problematica che generalmente inizia nell’infanzia o nell’adolescenza e si protrae per tutta la vita. Fra le cause principali ci sono sicuramente gli stress emotivi (ansia, nervosismo, paura, rabbia, vergogna, dolore), ma anche fattori non legati alla sfera emozionale, ad esempio chi quotidianamente svolge un lavoro pesante o è esposto a temperature ambientali elevate è per forza portato a sudare maggiormente di chi svolge un lavoro meno pesante.

Ciò che conta in queste situazioni è saper individuare correttamente la problematica alla quale si è di fronte, perché solo dopo aver identificato l’alterazione si può intervenire attraverso percorsi mirati per ripristinare l’equilibrio che si è alterato.

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MCP Staff